3. Aperture speciali

Diversi siti archeologici e famosi palazzi nobiliari di Roma possono essere visitati richiedendo e prenotando l’apertura in anticipo. Ve ne proponiamo di seguito alcuni tra i più interessanti e meno conosciuti.

INCLUSO NEL TOUR

  • Una guida privata, solo per voi, per tutta la durata del tour
  • L’apertura esclusiva del sito
  • Biglietti e costi di prenotazione

 

LA TOMBA DEGLI SCIPIONI SULL’APPIA ANTICA

Il sepolcro dove furono deposti i membri più importanti della gens che distrusse Cartagine come Scipione l’Asiatico, fratello dell’Africano e Scipione Emiliano.

Questo gioiello dell’arte funeraria romana arcaica fu costruito dal fondatore della dinastia, L. Cornelio Scipione Barbato il cui sarcofago in granito, a forma di altare e datato al 280 aC, era posto di fronte all’ingresso. Le ultime sepolture risalgono alla metà del II secolo aC, quando un ramo collaterale degli Scipioni decise di estendere la tomba, scavando un nuovo tunnel laterale e costruendo una facciata monumentale.

La tomba, formata da gallerie che si intersecano perpendicolarmente, fu scavata nella roccia della collina. Conteneva 30 sarcofagi posti lungo i muri, alcuni dei quali ricavati direttamente sul posto.

Qui furono sepolti Scipione l’Asiatico e Scipione Emiliano, i grandi nemici di Annibale e distruttori di Cartagine. Nell’area archeologica si trovano anche un colombario sotterraneo perfettamente conservato e i resti di una casa tardo romana.

IL COLOMBARIO DI POMPONIO HYLAS SULL’APPIA ANTICA         

Di dimensioni ridotte ma di grande valore per i suoi splendidi dipinti e l’eccezionale stato di conservazione, rappresenta il tipo di tomba più diffuso a Roma a partire dal I sec. dC.

Il colombario di Pomponio Hylas, situato tra la Via Appia e le Mura Aureliane, fu scoperto nel 1831. La sua costruzione risale alla prima metà del I sec. dC e ha continuato ad essere usato fino al II. Sulla parete di fronte all’ingresso, un’iscrizione mostra i nomi di Pomponio Hylas e di sua moglie.

In fondo alle scale si apre una stanza sotterranea. Tralci di vite, uccelli e amorini sono dipinti sul soffitto. Due personaggi, probabilmente i fondatori della tomba, sono raffigurati nell’edicola sul fondo dell’abside, formato da due piccole colonne, un fregio e un timpano.

Sulle altre pareti del colombario si aprono nicchie più piccole, con scene di Orfeo, Ercole e Achille. Il corpo perfettamente conservato di una donna fu trovato in un sarcofago sotto il pavimento, purtroppo polverizzatosi all’apertura dello stesso.

IL MITREO DEL CIRCO MASSIMO

Il culto mistico di Mitra, la divinità iranico-babilonese, spesso assimilata al Sole, trova la massima diffusione nell’Impero Romano tra il II e il IV secolo d.C.

Costruito nel II secolo nel seminterrato di un edificio adiacente al Circo Massimo, il Mitreo si compone di varie stanze che precedevano il santuario vero e proprio, ossia la grotta dove i fedeli entravano in contatto con il dio dopo aver superato vari gradi di iniziazione.

L’atto centrale del mito era l’uccisione del toro cosmico che, morendo, dà vita all’universo così come rappresentato sul grande rilievo di marmo qui dedicato da “Ermes Tiberio Claudio”.

Gli iniziati, da cui le donne erano escluse, celebravano il sacrificio banchettando poi insieme in onore del dio.

TESTACCIO: IL MONTE DEI COCCI E IL PORTO DELL’ANTICA ROMA

 Salire sulla collina di Testaccio significa letteralmente camminare sui cocci: anse, colli e fondi sono ovunque, mentre gli strati di anfore rotte sono chiaramente visibili sui lati della collina.

Fin dall’età repubblicana l’Emporio fu il punto di approdo di merci e materie prime (marmo, grano, vino e olio) che arrivavano via mare al porto di Ostia e risalivano il fiume sulle chiatte per raggiungere le lunghe file di magazzini lungo il Tevere.

Nel corso dei secoli, i cocci delle anfore oliare che, a causa della sostanza contenuta, non potevano essere riutilizzate, furono accuratamente impilati l’uno sull’altro, fino a costituire un cumulo artificiale dietro il porto: il Mons Testaceus, formato da 35 metri di anfore oliare, per lo più provenienti dalla Spagna, spezzate e accumulate nel corso dei secoli.

Una passeggiata seguendo ciò che sopravvive degli antichi magazzini ci porterà dal Monte Testaccio alle rovine del porto romano sul Tevere.

INFORMAZIONI PRATICHE

DURATA
La durata di ogni visita è di 1 ora.
GIORNI
Disponibile nei giorni feriali dal martedì al venerdì.*

* a causa della disponibilità limitata è consigliabile prenotare con largo anticipo.
Altri siti possono essere disponibili su richiesta.

PREZZO

PREZZO della nostra visita guidata privata:

ADULTI BAMBINI/ STUDENTI 
(2-18 ANNI)
BAMBINI
(0-2 ANNI)
€  50 € 25 Gratuiti

 

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