San Cosimato

Archeotrekking: gli Acquedotti Romani a San Cosimato e la Villa di Orazio a Licenza

Nella viva roccia della rupe di San Cosimato, a picco sulla vallata dell’Aniene, si conservano a tutt’oggi, le gallerie degli acquedotti Marcio e Claudio, scavate 2000 anni fa pochi metri all’interno della parete che strapiomba sul fiume.

Scendendo lungo un sentiero intagliato nella roccia è possibile penetrare all’interno dello speco e percorrere per lunghi tratti i cunicoli ora asciutti rivestiti del famoso cocciopesto romano. Mozzafiato l’affaccio sulla sottostante vallata dalla cosidetta “scala dei frati” i cui scalini, incisi nella roccia, consentivano ai monaci che popolarono in seguito la zona di raggiungere gli eremi ricavati nelle cavità del pendio. Nel 33 aC il famoso poeta Quinto Orazio Flacco ricevette in regalo da Cilnio Mecenate, vecchio amico e consigliere dell’imperatore Augusto e patrocinatore di artisti e letterati, una sontuosa villa d’otium nella Bassa Sabina, legata ad una vasta proprietà agricola che si estendeva per 40 ettari. Il complesso, riscoperto nel 1911, si articolava intorno a due cortili e vi si distinguevano tre settori: la parte residenziale a nord, un grande quadriportico con giardino e ambienti annessi a sud e un complesso termale, in seguito ampliato nell’età dei Flavi, ad ovest. Particolarmente degni di nota i numerosi pavimenti a mosaico assai ben conservati.

Appuntamento al casello autostradale di Vicovaro (A24) ore 10,00. Durata della visita intera giornata con pranzo al Monastero di San Cosimato. Costo della visita + ingressi € 20,00. Ragazzi fino a 14 anni € 5,00. Pranzo (facoltativo) €20,00. Per la visita dell’acquedotto sono richieste scarpe da trekking/sport e una torcia a persona.

Gli elmetti protettivi saranno forniti dall’organizzazione.


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