L’affresco di Caravaggio nella Villa Boncompagni-Ludovisi

L' affresco di CaravaggioUno dei molti interessi del cardinale Del Monte, era la sperimentazione alchemica, che il prelato praticata empiricamente, con risultati … non proprio scientifici. Del Monte, conosceva Galileo, ed altri “scienziati” ed aveva anche un equipaggiamento per praticare l’alchimia: alambicchi, mortai e fornelli etc  abbastanza essenziale, da utilizzare come hobby per il tempo libero.

Nella casa di Porta Pinciana (oggi Ludovisi), il cardinale Del Monte aveva istituito un gabinetto alchemico. Doveva essere molto importante per lui, se nel 1597 assegnò a Caravaggio, che aveva già dimostrato il suo talento, il compito di decorare il soffitto con un affresco.

Il piccolo gabinetto alchemico, delle dimensioni di un armadio, si trova in un corridoio al primo piano, un breve passaggio tra l’ascensore ed una stanza. Non ostante sia l’unico affresco conosciuto di Caravaggio, sono stati pochi gli storici dell’arte che in passato ne hanno fatto parlato. Forse a causa del suo cattivo stato di conservazione, anche se era già conosciuto e menzionato in fonti antiche (biografia del Bellori nel 1672, la più dettagliata in merito a Caravaggio)

Solo dopo il restauro, completato nel 1990, le potenti figure volteggianti sulle persone che camminano nel corridoio, hanno riacquistato la loro piena identità. Ci sono tre divinità mitologiche: Giove, Nettuno e Plutone, intorno ad una sfera celeste che simboleggia il cosmo, in cui si possono vedere quattro segni dello zodiaco.

I tre sono rappresentati in pose prospetticamente ardite, che solo un grande pittore può azzardare. Plutone si trova sulle nuvole e tiene a se il cane a tre teste Cerbero, il quale mostra una sguardo più “domestico” che feroce.

Nettuno cavalca un cavallo/tritone dai piedi palmati. Giove cavalca un’aquila, avvolta in una veste che sembra fatta di spuma bianca e che ricorda quella dell’angelo musicante nel “Riposo durante la fuga in Egitto” (Galleria Doria Pamphili – Roma). sia Plutone e Nettuno sono nudi.

Questo straordinario capolavoro, non ostante sia su un muro, non è un affresco vero e proprio, ma è dipinto ad olio. Fatto che collima perfettamente con la capacità tecnica di Caravaggio, che non ha mai usato la tecnica del “buon affresco”. (Pittura su intonaco fresco al giusto grado di umidità per assorbire i pigmenti e fissarli nella parete).

Secondo l’esperta Mina Gregori, nelle fattezze di Plutone, Nettuno e forse anche Giove (il suo volto è parzialmente coperto), Caravaggio ha rappresentato degli autoritratti. Le tre divinità che incarnano gli elementi di aria, fuoco, acqua, fanno parte del soggetto alchemico del dipinto.

Per ottenere l’ effetto acrobatico del dipinto, sembra che Caravaggio si sia posto in piedi su uno specchio, nudo ed in pose diverse, senza nascondere nulla, il sesso è visibile soprattutto nel massiccio Plutone. Nel XIX secolo, le nudità erano state nascoste sotto panneggi, rimossi con il restauro nel 1990.